FaMa Gallery
18 settembre – 20 novembre 2010
Inaugurazione venerdì 17 settembre dalle ore 19.00 alle 24.00
MATT COLLISHAW
MODERN PASTIMES
A cura di Danilo Eccher
Mat Collishaw (Nottingham 1966), una delle figure più significative della Young British Art, protagonista di importanti eventi espositivi come Freeze (1988) e Sensation (1997) e presente in prestigiose collezioni pubbliche tra le quali la Tate di Londra ed il Centre Pompidou di Parigi, ama giocare con la fascinazione dell’immagine. Fotografia, scultura e installazione sono i suoi strumenti per indagare oltre la superficie, forzare l’occhio a guardare oltre le rappresentazioni rassicuranti della realtà e delle sue invenzioni.
L’artista attinge a 360 dal passato, dalle suggestioni della mitologia e dell’arte classica, al trionfo di luce e oscurità del barocco, fino alle atmosfere vittoriane, per cogliere e suggellare istanti di contemporaneità attraverso l’ironia ma anche l’eccesso e il disturbo. I confini tra la vita e la morte, la realtà e l’illusione, il dolore e la quiete sono al centro della sua ricerca e sperimentazione creativa. E’ il limite ad attrarlo e con esso i tentativi contemporanei di gettare ponti, trovare soluzioni, esorcizzare.
In occasione della sua personale a cura di Danilo Eccher, presso lo spazio FaMa Gallery di Verona che raccoglie l’eredità di Byblos Art Gallery, Collishaw propone un corpo di lavori inediti sviluppando un progetto che prende ispirazione dalla storia dellarte: immagini appartenenti al retaggio culturale occidentale che lartista utilizza e trasforma attraverso luso della tecnologia moderna e grazie a questa rielaborazione, riflette su paure e limiti della contemporaneità, così come suggerisce il titolo stesso della mostra.
Per la scultura di Ophelia sceglie il marmo di carrara e la morbidezza classica così da rendere più evidente il contrasto tra l’armonia formale e la durezza della realtà, che emerge chiaramente attraverso lausilio tecnologico della proiezione la quale va simulando il fluire delle acque sul corpo ormai inerme della giovane donna. Ophelia, figura femminile dell’Amleto di Shakespeare, incarna la dimensione teatrale su cui indugia il lavoro di Collishaw ma nel riflettere il dramma d’amore esplicita anche la beffa del potere e delle sue leggi.
In vetroresina dipinta a mano il grande zoetrope, ispirato al Parnasso del Mantegna: opera cilindrica che ruotando produce l’illusione del movimento attraverso un gioco di luci intermittenti e la rapida successione di piccole sculture statiche. Quando lopera inizia a girare la memoria torna allo stroboscopio mentre un baccanale di sesso e morte danza sotto i nostri occhi.dell’ultimo spasmo prima della morte e la sua infinita replicabilità. Così come altrettanto affascinanti sono le grandi tele a carboncino della serie “Ultime cene”, barocche per luce e phatos, che rappresentano con grande nitidezza lultimo frugale pasto dei condannati a morte.
Note biografiche
Mat Collishaw si è diplomato nel 1989 al Goldsmiths’ College, Londra. Tra le recenti mostre personali: Hysteria, Freud Museum, London (2010), Shooting Stars, Haunch of Venison, London, (2008); Deliverance, Spring Projects, London (2008); Tanya Bonakdar, New York (2006); Analix Forever, Genève (2006). Recenti mostre collettive includono Into me, Out of me, PS1 New York, KW Berlin, MACRO Future Museo D’arte Contemporanea Roma (2007); Art of the Garden, Tate Britain, London (2004); New Blood, Saatchi Gallery, London (2004).In mostra anche piccole nature morte di uccelli, stampe lenticolari che alla bellezza della luminosità dell’immagine e all’invito ad interagire nella visione, affianca la durezza.